Success Stories
NASA - Supporto al rientro dello space shuttle
Client:
NASASfida
- Progettare e costruire il supercomputer Columbia in 120 giorni.
- Integrare il supercomputer con i sistemi NASA
Soluzione
- Integrazione di Columbia
- Implementazione del supercomputer nei tempi richiesti da NASA
Results:
- Columbia è il production computer più veloce al mondo
- Il computer supporta oltre 600 utenti NASA
Quando lo space shuttle Discovery ha toccato terra senza inconvenienti, il 9 agosto 2005, dopo una missione durata 14 giorni che ha segnato il ritorno della NASA ai voli spaziali, parte del merito è andata al supercomputer supportato da CSC, che ha aiutato lo shuttle a eseguire le operazioni di atterraggio in sicurezza.
Prima che lo shuttle potesse atterrare alla base di Edwards in California, gli scienziati della NASA e gli astronauti avevano dovuto cercare e riparare possibili danni che lo shuttle aveva potuto riportare il lancio. Essi avevano così fatto ricorso al supercomputer Columbia, supportato da CSC, che è situato presso la Divisione Advanced Supercomputing della NASA nel suo Ames Research Center di Moffett Field, in California.
Dopo la disastrosa esperienza dello shuttle Columbia esploso nel febbraio 2003, il supercomputer ha giocato un ruolo fondamentale nella missione Discovery, fornendo analisi tecniche in modo continuato, dal lancio all’atterraggio. Con una capacità di gestione pari a 51,9 trilioni di floating point al secondo, il Columbia è uno dei tre più veloci supercomputer esistenti ed è il più grande sistema shared memory basato su Linux.
La situazione
Prima del lancio, gli scienziati avevano utilizzato il supercomputer Columbia per condurre dettagliate analisi sul genere di danni che i detriti provenienti dai serbatoi di carburante avrebbero potuto causare allo shuttle.
Tra questi, era stato sviluppato e automatizzato un plotting tool per prevedere le traiettorie dei detriti e determinare quanto duri e dannosi avrebbero potuto essere i loro impatti.
Durante la missione, i tecnici di Ames avevano utilizzato il supercomputer per determinare se dei pezzi erranti di rivestimento del sistema di propulsione, finiti tra le “piastrelle” del Discovery che hanno funzione di scudo contro il calore, avrebbero potuto causare un surriscaldamento dello shuttle nella fase di rientro nell’atmosfera terrestre.
Questa indagine è stata determinante per portare la NASA alla decisione, mai presa fino ad allora, di effettuare una uscita dell’equipaggio nello spazio per provvedere alle riparazioni di emergenza, necessarie a rimuovere questi frammenti dalla parte inferiore dell’astronave.
Il nostro contributo
Lavorando in team con la NASA e il prime contractor del programma, Advanced Management Technology, Inc., gli addetti CSC hanno contribuito a progettare, costruire e integrare il supercomputer Columbia tra l’estate e l’autunno del 2004.
Il team ha costruito e integrato il supercomputer nei tempi previsti da un esigente tabella di marcia della NASA che prevedeva di completare l’implementazione in soli quattro mesi. CSC continua tuttora ad assicurare al supercomputer il necessario supporto operativo quotidiano, che comprende servizi applicativi, di rete ed help desk.
Il supercomputer Columbia
Il supercomputer è uno dei numerosi progetti NASA che sono stati supportati da CSC negli ultimi 30 anni.
Oltre alle attività all’Ames Research Center, CSC assicura supporto e servizi a una vasta gamma di programmi NASA in altre sedi, come il Johnson Space Center di Houston, il Goddard Space Flight Center di Greenbelt, e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, in California.
Nel maggio 2005, CSC ha annunciato un ulteriore accordo da 230 milioni di dollari con la NASA, per la fornitura di servizi di supporto al suo nuovo Shared Services Center di Stennis Space Center.
La lunga serie di imprese nell’industria aerospaziale di CSC è cominciata nel 1961, con un contratto che prevedeva il supporto al JPL della NASA, e nel quale era previsto che nello staff degli astronauti NASA fosse inserito uno scienziato di CSC. Fu così che Ron Parise di CSC prese parte alle missioni dello shuttle del 1990 e del 1995, in veste di specialista.
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