DoD - Basi e postazioni militari più sicure con un sistema biometrico unico
Client: U.S. Department of Defense Biometrics Fusion Center
Challenge: Salvare vite umane rendendo più difficile l'accesso non autorizzato alle basi militari americane in Iraq.
Solution: Il Biometric Identification System for Access (BISA) produce ID card biometriche che permettono l'identificazione certa degli stranieri che hanno accesso alle installazioni militari statunitensi.
Results: Il Bisa è presente in un numero sempre crescente di basi, non solo in Iraq. Il sistema ha già permesso di identificare e fermare persone sospette, che stavano cercando di introdursi nelle postazioni militari.
Per saperne di più:
L'offerta CSC in ambito sicurezza (in lingua inglese)
La collaborazione tra CSC e il governo federale Usa (in lingua inglese)
Le truppe americane devono fronteggiare quotidianamente attacchi da parte di terroristi e ribelli e il solo luogo sicuro è per loro spesso costituito solo dalle postazioni militari Usa.
L’attacco suicida contro una mensa militare di Musul, nel dicembre 2004, è però costato la vita a 22 persone, evidenziando drammaticamente che non sempre le basi sono impenetrabili.
Grazie a un sistema ID biometrico, primo nel suo genere e sviluppato da CSC insieme con Azimuth Inc., azienda che ha sede in West Virginia, le postazioni militari sono oggi in grado di disporre di una protezione multi barriera contro le infiltrazioni nemiche.
Con il BISA (Biometric Identification System for Access), CSC oggi è in grado di assicurare che ciascun straniero con accesso alle postazioni militari americane in Iraq venga preventivamente controllato in base ai database dei terroristi conosciuti e dei sospetti combattenti nemici. Una volta superato questo controllo, ogni individuo riceve una ID card biometrica, appositamente abilitata, che deve essere utilizzata ogni qualvolta si voglia entrare in una base americana.
Terroristi senza nome e senza volto
“In Iraq ci sono terroristi senza volto e senza nome, e non sappiamo chi siano. Con il BISA, abbiamo voluto instaurare un processo di gestione dell’identificazione e tecniche in grado di proteggere le basi statunitensi dai possibili attacchi” ha dichiarato Steve Hooks, program manager CSC per il BISA e il BFC (Biometric Fusion Center) del Dipartimento della Difesa (DoD) americano.
A partire da ottobre 2004 CSC ha contribuito al BFC con attività di supporto tecnico, ricerca, test e program management, e si è recentemente aggiudicata un contratto per lo sviluppo, il supporto e l’implementazione del BISA per il BFC. Il sistema è stato sviluppato dai Global Security Solutions (GSS) Identity Labs di CSC in collaborazione con Azimuth.
Il team CSC, nell’intento di prevenire altri massacri come quello di Musul, si è dato un termine ridottissimo, di soli sei mesi, per completare il progetto e oggi il BISA è attivo in tutte le basi americane in Iraq e sta per essere adottato e installato in numerose altre postazioni in tutto il mondo.
Il BISA smaschera gli impostori
Quando un residente straniero chiede di avere accesso a una base militare Usa, deve recarsi a una postazione di controllo dove fornire i propri dati biografici, l’immagine dell’iride, le impronte digitali ed essere fotografato.
Queste informazioni sono raccolte e trasmesse via satellite a una base americana, dove vengono esaminate dai database ABIS (Automated Biometric Identification System) del DoD e IAFIS (Integrated Automated Fingerprint Identification System) dell’FBI.
Questi database contengono tutti i dati biometrici relativi a combattenti e detenuti nemici e ad altre persone sospette; i dati ABIS sono anche combinati con altre informazioni di rilievo, così da poter determinare con la necessaria sicurezza chi lasciar passare.
Una volta che il DoD ha verificato l’identità e ha completato le procedure di approvazione all’accesso, alla persona viene rilasciato un lasciapassare costituito da una smart-card di identificazione, appositamente abilitata, completa di impronte digitali e fotografia.
“Grazie a queste carte d’identità biometriche”, ha dichiarato Daniel Munyan, responsabile scientifico del GSS e membro del team di sviluppo, “anche se un infiltrato indossa un’uniforme, guida una nostra jeep o possiede un normale “pass”, non riuscirà a entrare un una nostra base militare.”
Il BISA supera le difficoltà ambientali e le distanze
I sistemi di identificazione biometrica sono sempre maggiormente utilizzati, sia in ambito commerciale sia in ambito governativo, e il BISA è davvero unico e innovativo in quanto è il primo sistema ID biometrico multi-enterprise. Un enterprise system si trova in Iraq, dove è installato presso le basi militari. Un altro sistema è negli Stati Uniti, dove vengono trattate le informazioni, attraverso i database governativi. Il terzo sistema enterprise provvede alla produzione e all’approvvigionamento delle smart card.
Ci siamo trovati di fronte a una situazione davvero particolare”, spiega Munyan. “Condizioni ambientali, caldo, distanza dall’Iraq, instabilità politica, dover usare un satellite anzichè le consuete linee di terra per trasmettere le informazioni. Ma il team dedicato a questo progetto ha fatto un lavoro davvero eccellente.”
Hook ammette che è difficile quantificare il numero degli attacchi terroristici che hanno potuto essere sventati, ma è convinto che il sistema sta lavorando davvero bene. Il BISA ha già identificato un gran numero di elementi sospetti, ai quali è stato negato l’accesso alle basi, e alcuni di essi sono stati posti sotto custodia.
“Abbiamo salvato delle vite umane,” conclude Hook. “Quando fermi un potenziale kamikaze o fermi una persona che potrebbe portare del materiale esplosivo, puoi ben dire che hai salvato delle persone. E’ questo è ciò che conta.”
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